080 4737490   375 8294442   info@galseb.it

Image
Image
Image

IL TERRITORIO DEL GAL SUD EST BARESE

Scopri la storia, l'arte, la cultura, l'enogastronomia dei 9 comuni del GAL

Image

Adelfia

L'incontro di due rioni storici che vivono tra i filari d'uva e le grandi feste di piazza. Un borgo antico dove le tradizioni e la pietra parlano di Puglia

Adelfia è situata a ridosso dei primi pendii delle Murge centrali a circa 13 km dal capoluogo. Il territorio comunale ha una superficie di 29 chilometri quadrati con 17.107 abitanti.

 

DUE ANIME, UNA CITTÀ
A ridosso delle prime propaggini delle Murge centrali, a circa 13 chilometri da Bari, sorge Adelfia. Il territorio comunale si estende per circa 29 chilometri quadrati e conta oltre 16.000 abitanti.
L’attuale Comune nasce ufficialmente il 29 settembre 1927 dall’unione dei due antichi centri di Canneto e Montrone. Con il decreto n. 1903, firmato da re Vittorio Emanuele III, le due realtà territoriali vennero accorpate assumendo il nome di “Adelfia”, dal greco adelphòs, che significa “fratellanza”. La scelta di questa nuova denominazione voleva simboleggiare l’unione di due comunità geograficamente vicine ma profondamente diverse per tradizioni, dialetto, usanze religiose e storia amministrativa.
Nonostante l’unificazione, l’identità dei due borghi è ancora oggi ben riconoscibile. Adelfia conserva, infatti, due centri storici, due feste patronali, due uffici postali e numerosi servizi che testimoniano il forte legame degli abitanti con le proprie origini. Questa particolarità rappresenta uno degli elementi più caratteristici della città e ne racconta la complessa evoluzione storica.

ALLE ORIGINI DI MONTRONE E DI CANNETO
Le origini di Montrone risalgono almeno al X secolo. Il borgo viene citato già nel 982 e si sviluppò grazie alla favorevole posizione del territorio, particolarmente adatto alla pastorizia e ai commerci legati all’allevamento. La presenza di insediamenti rurali e di comunità religiose contribuì alla crescita del centro; secondo la tradizione, un sacerdote bizantino dipinse una scena della Natività in una delle grotte presenti nell’area, testimonianza dell’antica frequentazione del luogo.

Canneto, invece, affonda le proprie radici nella seconda metà dell’XI secolo. Si narra che il messinese Giosuè Galtieri, impegnato nelle operazioni militari per la conquista di Bari, trovò in questa zona un vasto canneto dal quale ricavò il materiale necessario per costruire centinaia di capanne destinate al proprio esercito. Da questo episodio deriverebbe il nome del borgo, che nel corso dei secoli si sviluppò attorno a un importante nucleo agricolo e feudale.

UN ANTICO PASSATO E I RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI
Il territorio di Adelfia, tuttavia, possiede una storia ancora più antica. Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano, infatti, una presenza umana continua fin dall’Età del Bronzo
Insediamenti preistorici, villaggi rupestri, aree di culto e resti di ville romane raccontano una lunga successione di civiltà che hanno abitato queste terre, sfruttandone la posizione strategica e la fertilità. 
Le testimonianze rinvenute, ad esempio, nelle contrade Tesoro, San Leo, Dannetta, Montelarino e in altre zone dell’agro confermano come l’area fosse frequentata e popolata già molti secoli prima della nascita dei due borghi medievali.

DAL MEDIOEVO ALL'EPOCA MODERNA
Nel corso del Medioevo e dell’età moderna, Canneto e Montrone seguirono percorsi paralleli e distinti, sviluppando proprie istituzioni, edifici religiose e famiglie nobiliari. Solo nel Novecento le due comunità intrapresero un cammino amministrativo comune, dando vita all’attuale città di Adelfia, che ancora oggi conserva e valorizza la doppia anima ereditata dalla sua storia.

 

IL RIFLESSO DELLA DUPLICE IDENTITÀ
Il patrimonio culturale di Adelfia è strettamente legato alla sua particolare origine: quella di una città nata dall’unione di due antichi borghi, Canneto e Montrone. Questa duplice identità è ancora oggi visibile nei due centri storici, che conservano monumenti, chiese e palazzi capaci di raccontare secoli di storia locale.

I LUOGHI DI CULTO E I SANTI PATRONI
Tra i luoghi di culto più significativi spiccano la Chiesa Madre di San Nicola, nel borgo di Montrone, e la Chiesa Madre dedicata all’Immacolata Concezione, nel borgo di Canneto. Entrambe rappresentano il cuore pulsante della vita religiosa cittadina e custodiscono le tradizioni legate ai santi patroni: San Trifone per Montrone e San Vittoriano per Canneto. Le due chiese, arricchite nel corso dei secoli da opere artistiche di notevole valore, sono un punto di riferimento sempre vivo per la comunità.

L'ARCHITETTURA NOBILIARE DI MONTRONE
Tra gli edifici storici più importanti si distingue il Palazzo Marchesale di Montrone, antica residenza nobiliare dei de Bianchi Dottula, che nei secoli è stata ampliata e trasformata fino ad assumere l’aspetto attuale. 
I suoi ambienti, i sotterranei e la piccola cappella interna testimoniano il prestigio delle famiglie che lo hanno abitato. 
Sempre a Montrone si trova anche il Palazzo Angiuli, elegante dimora ottocentesca, riccamente affrescata.

I SIMBOLI DI CANNETO: IL PALAZZO, LA TORRE NORMANNA E L’ADELFIA SOTTERRANEA
Nel borgo di Canneto emergono, invece, il Palazzo dei Marchesi Nicolai, fulcro della vita feudale del paese, e la Torre Normanna, simbolo storico per eccellenza di questo rione. Costruita nel XII secolo come struttura difensiva, la torre rappresenta oggi una delle testimonianze medievali più significative del territorio. Nel 1920, insieme al Palazzo Marchesale, la torre è stata dichiarata monumento nazionale.
Degna di attenzione è, altresì, la cosiddetta “Adelfia Sotterranea”.
Grazie ad un ambizioso progetto di recupero, promosso dall'associazione omonima e dal Comune, è stato possibile rendere nuovamente accessibile una parte degli antichi tunnel sotterranei che si celano sotto il paese. Queste gallerie, che per decenni erano rimaste ostruite da macerie e con gli accessi murati, oggi restituiscono e testimoniano una storia plurisecolare ancora tutta da indagare.

IL FASCINO DEL PATRIMONIO CULTURALE RURALE
Il patrimonio culturale di Adelfia non si limita, tuttavia, al solo centro abitato. Nelle campagne circostanti, infatti, si trovano numerose masserie storiche, cappelle rurali, siti archeologici e testimonianze rupestri che raccontano una presenza umana millenaria. 
Resti di insediamenti preistorici, tracce di epoca romana e antichi complessi agricoli contribuiscono a delineare un territorio ricco di storia e tradizioni.
Tra questi luoghi merita una menzione la Cappella della Pietà, conosciuta anche come Madonnella, un piccolo edificio religioso situato nelle campagne a ovest di Montrone, che rappresenta una delle testimonianze più significative della devozione popolare locale.
Di particolare interesse è anche la Casina Don Cataldo, nota come Castello dei Fascina, una suggestiva residenza immersa nel paesaggio rurale. Sebbene oggi versi in condizioni di quasi abbandono, conserva ancora il fascino delle antiche dimore nobiliari che caratterizzavano l’agro adelfiese.
Nel suo insieme, il patrimonio artistico e culturale di Adelfia offre un racconto affascinante fatto di fede, tradizioni, architetture storiche e memorie condivise, espressione dell’incontro tra le due anime di Canneto e Montrone che ancora oggi costituiscono l’identità della città.

 

Quello di Adelfia è un classico esempio di paesaggio della Bassa Murgia. Si tratta di un territorio di transizione tra la costa adriatica (la Conca di Bari) e il brullo altopiano carsico dell'Alta Murgia.
L'azione combinata della natura carsica e del secolare lavoro dell'uomo ha modellato un panorama unico.

IL SISTEMA DELLE "LAME" E LA MORFOLOGIA CARSICA
L'elemento naturale più rilevante del territorio è la presenza delle lame, tipici solchi di erosione superficiale della Murgia.
Adelfia è, infatti, è attraversata dalle note Lama Picone e Lama Montrone, storiche incisioni fluvio-carsiche, letti di antichi fiumi che oggi si attivano solo in caso di piogge eccezionali.
Le suddette lame, inoltre, interrompono la linearità dei campi coltivati, creando corridoi di biodiversità, veri e propri canyon, poco profondi, dove cresce una fitta vegetazione spontanea (fichi d'india, capperi, querce spinose e macchia mediterranea), offrendo rifugio alla fauna locale.

IL MOSAICO AGRICOLO TRA VIGNETI E ULIVETI
Il paesaggio di Adelfia è dominato da una campagna intensamente coltivata, ordinata e geometrica, che cambia radicalmente colore a seconda delle stagioni.
Questa terra è celebre per la viticoltura (sia per l'uva da tavola che da vino). La tecnica del "tendone" crea una ininterrotta distesa di tetti verdi che in estate copre il terreno a perdita d'occhio.
Insieme alle viti, gli ulivi secolari stendono sul territorio un manto dalle sfumature argentee. Molti degli appezzamenti conservano alberi antichi dai tronchi contorti, tipici della Terra di Bari.
Oltre ai vigneti e agli uliveti, sebbene meno diffusi rispetto al passato, anche i mandorleti punteggiano l'agro regalando, a fine inverno, le caratteristiche fioriture bianche e rosa che rompono il grigiore della stagione fredda.

L'ANTROPIZZAZIONE ARMONICA: IL “PAESAGGIO DELLA PIETRA”
La pietra calcarea, tolta dai campi per rendere il terreno coltivabile (operazione di spietramento), è diventata il materiale da costruzione che definisce l'architettura del paesaggio.
Una fitta rete di muretti a secco, infatti, delimita le proprietà e costeggia le antiche strade vicinali, fungendo anche da contenimento per il terreno.
Il paesaggio rurale non manca, infine, di masserie fortificate e casine di campagna che emergono dal verde dei vigneti come avamposti storici della vita agricola.

 

SAN TRIFONE: la "Regina" delle Feste Patronali del Sud Italia
Nel mese di novembre, Adelfia (in particolare il borgo di Montrone) si trasforma nel palcoscenico di uno degli eventi religiosi e folcloristici più importanti e frequentati d'Italia: la Festa Patronale di San Trifone. Questa manifestazione, profondamente radicata nella storia locale, rappresenta un appuntamento imperdibile che richiama ogni anno decine di migliaia di pellegrini, turisti e appassionati di tradizioni popolari da tutto il Sud Italia e non solo. Il culto affonda le sue radici nei secoli passati, legato alla profonda devozione verso il giovane martire di Frigia, invocato storicamente per proteggere i raccolti dalle invasioni di cavallette.
Il cuore della festa è rappresentato dai suoi suggestivi rituali pubblici. 
Tra i momenti più emozionanti delle celebrazioni vi è la partecipazione dei bambini del paese, che per devozione o ex-voto vestono i tipici abiti del protettore San Trifone, diventando i custodi viventi di una tradizione tramandata di generazione in generazione.
Durante i giorni di festa, le strade di Adelfia cambiano volto grazie alle straordinarie luminarie, monumentali architetture di luce realizzate dai maestri paratori pugliesi, che creano gallerie e castelli di riflessi multicolore nel cielo autunnale. A fare da colonna sonora a questa atmosfera magica sono i rinomati concerti bandistici. Le storiche casse armoniche montate nelle piazze ospitano i complessi musicali più prestigiosi, che eseguono melodie classiche e d'opera per la gioia degli appassionati della tradizione lirico-sinfonica pugliese.
Il vero marchio di fabbrica della Festa di San Trifone, che la rende famosa a livello internazionale, è la straordinaria gara pirotecnica. I migliori maestri del fuoco d'Italia si sfidano in spettacolari competizioni sia diurne che notturne. I fuochi d'artificio diurni, famosi per la precisione dei ritmi e la potenza dei colpi scuri, e le coreografie luminose della sera lasciano il pubblico con il fiato sospeso, consacrando l'evento come un punto di riferimento assoluto per gli amanti della pirotecnica.

LA FESTA DELL'UVA: novant'anni di orgoglio e cultura contadina
Se novembre è il mese della fede e del fuoco, l'autunno adelfiese celebra anche la terra con la storica Festa dell'Uva. Rinomata per essere tra le sagra più longeve del sud est barese, questa manifestazione celebra l'eccellenza della produzione agricola locale: l'uva da tavola (tra cui spicca la celebre varietà Regina). La festa non è solo una vetrina commerciale, ma un tributo a cielo aperto alla cultura contadina, al duro lavoro e ai sacrifici dei produttori locali che hanno reso Adelfia famosa nel mondo per la qualità dei suoi vigneti.
Il momento più atteso e folkloristico della kermesse è la tradizionale gara tra i produttori agricoli, il concorso “Grappolo d’Oro”, una competizione accesa in cui si premia il vigneto che è riuscito a produrre il grappolo d’uva più grande e spettacolare. Durante le esposizioni è possibile ammirare veri e propri giganti della natura, con grappoli eccezionali che arrivano a pesare fino a circa 4 kg, frutto di tecniche di coltivazione tramandate e perfezionate nel tempo.
La Festa dell'Uva accende le vie del centro con un ricco programma di intrattenimento per tutta la famiglia. Il percorso della manifestazione viene arricchito da numerosi stand enogastronomici, dove è possibile degustare le tipicità culinarie locali e i vini del territorio, e da mercatini di artigianato tipico
L'atmosfera è resa ancora più festosa grazie a mostre culturali, esibizioni di artisti di strada e coinvolgenti concerti live che animano le serate, unendo in un unico grande abbraccio la storia, il gusto e il divertimento.

 

ADELFIA: LA REGINA DELL'UVA E DEL BUON VINO
All’ingresso della città, un’insegna accoglie i visitatori con una dichiarazione d'identità chiara: "Adelfia, Regina dell’Uva". Questo piccolo comune pugliese deve la sua fortuna economica e culturale a un territorio straordinariamente vocato e a un terreno dalle caratteristiche uniche, che nel tempo hanno reso la coltivazione delle uve da tavola il vero motore locale.
Il cuore della produzione adelfiese batte per le varietà tradizionali, capaci di garantire una redditività superiore rispetto ai prodotti commerciali di massa.
L'antica Uva Regina è il simbolo per eccellenza del territorio che si esprime nelle due storiche varietà locali “Mennavacca” e “Pizzutella” (distinguibili per la forma più o meno allungata degli acini).
L'Uva Baresana è, invece, un altro pilastro dell'identità agricola del territorio.
Ma non mancano anche prodotti di nicchia, come le varietà “Primus" e "Moscato nero", destinate a mercati selezionati e stimatori attenti.

IL RINASCIMENTO DEL PRIMITIVO E L'ORO VERDE
Negli ultimi anni, l'economia locale ha trovato una nuova e potente leva di valorizzazione nella produzione di vino Primitivo
Grazie a una filosofia che punta dritta alla qualità nel pieno rispetto della tradizione, i vini di Adelfia stanno conquistando prestigiosi premi nazionali e internazionali. Una rinascita guidata dalla ferma convinzione che solo valorizzando la propria terra possa fiorire un autentico legame con le proprie origini.
A completare il quadro agroalimentare della città si aggiunge la produzione olivicola e olearia. Pur avendo ceduto il primato economico alla viticoltura moderna, l'olio adelfiese rimane una voce rilevante e un simbolo intramontabile della cultura contadina del luogo.

I COMUNI DEL GAL SUD EST BARESE

Image

Rimani in contatto con noi

Image

 

CONTATTI
Via Nino Rota, 28/A
70042 Mola di Bari (BA) 

Tel. +39 080 4737490
WhastApp: +39 375 8294442

E-mail: info@galseb.it
PEC: galseb@gigapec.it

ico GAL 2I COMUNI

ico GAL 2GAL INFORMA

ico GAL 2LINK UTILI

ico GAL 2SEGUICI SU:

Image

CSR Puglia 2023-2027 - Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027
SRG06 “LEADER - Attuazione delle Strategie di Sviluppo Locale”

La società ha ricevuto benefici rientranti nel regime degli aiuti di Stato e nel regime de minimis per i quali sussiste l’obbligo di pubblicazione nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato di cui all’art. 52 della L. 234/2012

Image
Image
  • fab fa-facebook-f
  • you
  • Item 2