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RESIDUI AGRICOLI E INNOVAZIONE: IL PERCORSO DI ASCOLTO ENTRA NELLA NUOVA FASE
Dalla Strategia di Sviluppo Locale al Distretto del Cibo, fino ai nuovi questionari e focus group: le imprese al centro della definizione dei fabbisogni di innovazione.
Il GAL Sud Est Barese apre una nuova fase del percorso di ascolto delle imprese agricole ed agroalimentari del territorio. Il percorso è iniziato con la costruzione della Strategia di Sviluppo Locale 2023-2027 ed è proseguito dopo la nascita del Distretto del Cibo Sud Est Barese. L’obiettivo di questa fase è approfondire alcuni fabbisogni emersi negli anni e trasformarli in percorsi di ricerca, sperimentazione e innovazione.
Le origini: la Strategia di Sviluppo Locale 2023-2027
La Strategia è stata costruita con un processo partecipato che ha coinvolto imprese, organizzazioni professionali, enti locali e operatori del territorio attraverso 10 incontri e tavoli tematici svolti tra luglio e settembre 2023.
Da quel confronto è emersa la necessità di rafforzare la competitività del settore agricolo, sostenere produttività e redditività delle imprese e favorire una maggiore capacità di innovazione e cooperazione. L’analisi SWOT ha segnalato inoltre una limitata propensione delle imprese a cooperare sull’innovazione tecnologica, soprattutto tra le realtà di minori dimensioni.
Già in quella fase le imprese hanno posto il tema della sostenibilità ambientale dei processi produttivi, e in particolare sostenibilità economica e ambientale nella gestione dei residui prodotti dalle lavorazioni agricole, con particolare attenzione alle biomasse derivanti dalle potature di vigneti e oliveti.
Il Distretto del Cibo Sud Est Barese: l’ascolto si estende alle filiere
Il percorso è proseguito dopo la costituzione del Distretto del Cibo Sud Est Barese, riconosciuto da Regione Puglia il 4 giugno 2020 (Burp n. 91 del 23-6-2020). Il Distretto coinvolge oggi n. 298 soci di cui n. 286 imprese agricole e agroalimentari su un territorio di 30 comuni.
In questo contesto la gestione dei residui colturali è emersa come un problema comune alle aziende. Per molte imprese le potature di olivo e vite rappresentano un costo e una difficoltà gestionale, aggravata dai vincoli sugli abbruciamenti e dai rischi ambientali e fitosanitari.
Dai fabbisogni ai temi di approfondimento
I due percorsi hanno fatto emergere fabbisogni convergenti. Il GAL ha quindi individuato due ambiti su cui avviare un confronto più mirato, con l’obiettivo di collegare le imprese al mondo della ricerca.
Il primo ambito riguarda la sostenibilità economica e ambientale nella gestione dei residui prodotti dalle lavorazioni agricole, con particolare attenzione alle potature di vigneti e oliveti. Nuove soluzioni di recupero e valorizzazione possono trasformare questi materiali da costo a risorsa, migliorando l’efficienza aziendale e aprendo prospettive nell’economia circolare. Il percorso servirà a capire come le imprese gestiscono oggi i residui, quali costi e problemi incontrano, quali soluzioni adottano e quale interesse hanno verso nuove forme di recupero.
Il secondo ambito riguarda la digitalizzazione dell’agricoltura e l’uso di strumenti digitali a supporto delle decisioni aziendali, con un approfondimento sul possibile impiego di assistenti agronomici virtuali. Si partirà dai problemi concreti delle aziende: reperire rapidamente informazioni affidabili, gestire le colture, decidere in modo tempestivo, semplificare alcune attività e migliorare il rapporto con tecnici e consulenti. L’obiettivo non è proporre una tecnologia già definita, ma capire quali funzioni siano davvero utili, cosa ne ostacoli l’uso e a quali condizioni possa diventare un supporto concreto.
Una nuova fase di partecipazione
La nuova fase si articola su livelli progressivi di partecipazione.
Si parte dall’informazione, con contenuti che presentano temi e obiettivi dell’iniziativa.
Segue la consultazione, attraverso un questionario dedicato, focus group e interviste dirette, per raccogliere esperienze, problemi, esigenze e aspettative degli operatori.
Infine, il coinvolgimento attivo: le imprese contribuiranno a definire e verificare i fabbisogni con le conoscenze maturate sul campo. Testimonianze e contributi video documenteranno il percorso e daranno voce alle diverse componenti delle filiere.
Dai fabbisogni alla ricerca applicata
Con questa fase il GAL dà continuità al lavoro avviato con la Strategia e consolidato con il Distretto del Cibo. L’animazione territoriale diventa così uno strumento per individuare i problemi e per collegare in modo più stretto imprese, territorio e ricerca scientifica.
L’ascolto permetterà di verificare l’attualità dei fabbisogni già individuati e di comprenderne meglio dimensioni, caratteristiche e possibili soluzioni. I risultati orienteranno le successive attività di progettazione, ricerca applicata, sperimentazione e trasferimento dell’innovazione, a partire dalle esigenze reali del sistema agricolo e agroalimentare locale.
Le imprese agricole e agroalimentari del territorio sono invitate a partecipare al questionario e ai successivi momenti di confronto. Modalità, calendario dei focus group e ulteriori strumenti di coinvolgimento saranno pubblicati sui canali istituzionali del GAL Sud Est Barese.

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